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Recensione a Nielsen-Loranger, Web Usability 2.0
messaggio nel forum Usabilità e architettura dell'informazione

Msg. 1 di 9, di Lorenzo Spallino del 23/4/2007 ore 9,47

Segnalo una non usale recensione dell'ultima fatica di Jakob Nielsen (Web Usability 2.0. L’usabilità che conta, scritto con Hoa Loranger e edito da Apogeo, 2006). Nell'articolo pubblicato oggi su Webimpossibile, Giovanni Acerboni illustra le ottime ragioni per leggere il libro in questione, i limiti dell'approccio di Nielsen, i difetti di usabilità del libro e alcuni errori dell'edizione italiana.
L'articolo - che Michele non ha disprezzato - è a questo indirizzo:
http://www.webimpossibile.net/07/23.4.07.htm


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Msg. 2 di 9, di Michele Diodati del 23/4/2007 ore 10,12  ( Risponde al msg. 1 )

Lorenzo Spallino aveva scritto:
L'articolo - che Michele non ha disprezzato - è a questo indirizzo:
http://www.webimpossibile.net/07/23.4.07.htm
No, non l'ho disprezzato affatto. Ho trovato molto interessanti e condivisibili, in particolare, i rilievi sulla traduzione.

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Msg. 3 di 9, di Livio Mondini del 27/4/2007 ore 7,33  ( Risponde al msg. 2 )

modificato il 27/4/2007 ore 7,51

Michele Diodati aveva scritto:
No, non l'ho disprezzato affatto. Ho trovato molto
Giovanni scrive bene, conosce l'argomento ed ha la maturità che serve per commentare. Però, non è vero che "paragraph" si traduce sempre capoverso, in questo ambito. I PC, e la composizione del testo in generale, rendono disponibili due tipi di "a capo".
Premo Invio, e creo un nuovo paragrafo. Premo Maius+Invio e ho un "a capo forzato". In HTML sono <p> e <br>.
Certo, non è quello che dice il Manuale di stile in "Elogio del capoverso" ed è anche un anglicismo, ma funziona così.

Livio ¶

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Msg. 4 di 9, di Michele Diodati del 27/4/2007 ore 8,59  ( Risponde al msg. 3 )

Livio Mondini aveva scritto:
Giovanni scrive bene, conosce l'argomento ed ha la maturità che serve per commentare. Però, non è vero che "paragraph" si traduce sempre capoverso, in questo ambito. I PC, e la composizione del testo in generale, rendono disponibili due tipi di "a capo".
Premo Invio, e creo un nuovo paragrafo. Premo Maius+Invio e ho un "a capo forzato". In HTML sono <p> e <br>.
Secondo me non c'è contraddizione tra l'uso di P in HTML e il significato in linguistica della parola "paragrafo". Il fatto che esista in HTML l'elemento BR per andare a capo quante volte si voglia all'interno di un elemento P conferma l'idea che gli estensori del linguaggio volessero usare P nel senso proprio del termine "paragrafo", cioè di blocco di testo che contiene sì la trattazione unitaria di un argomento, ma che può avere articolazioni interne, costituite appunto dai capoversi (definiti tramite BR).

La contraddizione sorge quando usiamo vari P per marcare altrettanti capoversi successivi, che rappresentano articolazioni interne di un unico paragrafo. Insomma, se usiamo i BR, invece che i P, per separare quelli che si chiamano letterariamente "capoversi", avremo un unico P che corrisponde correttamente al senso di paragrafo e contiene al suo interno vari capoversi (ci sono poi casi in cui un paragrafo può essere costituito lecitamente da un unico capoverso, e in quel caso i due concetti coincidono).

Va anche detto, però, che l'idea che ho esposto non si concilia bene con le richieste dell'accessibilità, per le quali è preferibile che siano marcati con P i capoversi e non i paragrafi, per rendere possibile lo "skimming", cioè la navigazione rapida fatta saltando da un blocco P al successivo.

Ciao,
Michele

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Msg. 5 di 9, di Andrea Paiola del 27/4/2007 ore 9,05  ( Risponde al msg. 4 )

Michele Diodati aveva scritto:
La contraddizione sorge quando usiamo vari P per marcare altrettanti capoversi successivi, che rappresentano articolazioni interne di un unico paragrafo.
Molto più spesso accade che il br venga usato per spaziare elementi... insomma per la grafica ( al posto dei CSS ).

Alle volte si usa addirittura per coadiuvare i CSS e quindi per esempio limitare un float... e così via.

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Msg. 6 di 9, di Livio Mondini del 27/4/2007 ore 12,34  ( Risponde al msg. 4 )

Michele Diodati aveva scritto:
Secondo me non c'è contraddizione tra l'uso di P in HTML e il significato in linguistica della parola "paragrafo". Il fatto che esista in HTML l'elemento
Sono d'accordo, nemmeno per me, però dato il pubblico di questi forum mi sembrava un esempio maggiormente comprensibile. Giovanni critica l'uso del termine paragrafo nella traduzione, dicendo si chiama capoverso. Dato il contesto, non è così vero.

Livio

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Msg. 7 di 9, di Michele Diodati del 27/4/2007 ore 12,48  ( Risponde al msg. 6 )

Livio Mondini aveva scritto:
Secondo me non c'è contraddizione tra l'uso di P in HTML e il significato in linguistica della parola "paragrafo". Il fatto che esista in HTML l'elemento
Sono d'accordo, nemmeno per me, però dato il pubblico di questi forum mi sembrava un esempio maggiormente comprensibile. Giovanni critica l'uso del termine paragrafo nella traduzione, dicendo si chiama capoverso. Dato il contesto, non è così vero.
Non saprei. L'esempio che fa Giovanni nella recensione secondo me è corretto ("Provare a rileggere a p. 282 il paragrafo Scrivete paragrafi brevi, composto da due capoversi;"). In italiano quelli sono capoversi, non paragrafi. Il fatto è che gli stessi dizionari inglese-italiano lasciano aperta la porta a una certa ambiguità nella traduzione di "paragraph". Oxford-Paravia e Garzanti danno entrambi due accezioni di "capoverso": come traduzione di "paragraph" e come "beginning of a paragraph" (cioè la prima riga rientrata di un nuovo paragrafo).

Ciao,
Michele

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Msg. 8 di 9, di Livio Mondini del 27/4/2007 ore 13,24  ( Risponde al msg. 7 )

modificato il 28/4/2007 ore 7,41

Michele Diodati aveva scritto:
[
capoversi, non paragrafi. Il fatto è che gli stessi dizionari inglese-italiano lasciano aperta la
Sì, come detto nel primo messaggio, il termine paragrafo è un anglicismo. Normalmente si dice "ho creato un nuovo paragrafo" quando si fa punto e a capo (punto e premo Invio). Sui pc, non è così vero però, perché siamo in presenza di due tipi di "punto a capo", quello normale e quello forzato.
Entrambi creano un nuovo capoverso? secondo me no, e il termine paragrafo è omnicomprensivo.

Livio

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Msg. 9 di 9, di Michele Diodati del 28/4/2007 ore 10,45  ( Risponde al msg. 8 )

modificato il 28/4/2007 ore 10,48

Livio Mondini aveva scritto:
Sì, come detto nel primo messaggio, il termine paragrafo è un anglicismo. Normalmente si dice "ho creato un nuovo paragrafo" quando si fa punto e a capo (punto e premo Invio). Sui pc, non è così vero però, perché siamo in presenza di due tipi di "punto a capo", quello normale e quello forzato.
Entrambi creano un nuovo capoverso? secondo me no, e il termine paragrafo è omnicomprensivo.
Io penso che si debbano distinguere i vari elementi in discussione, altrimenti non è chiaro di cosa stiamo parlando.

Una cosa è l'operazione che si fa con il computer (premere INVIO con o senza SHIFT), un'altra è ciò che c'è nel codice di marcatura di una pagina HTML (una serie di P con o senza BR), un'altra ancora è ciò che appare nella pagina stampata. Nella pagina stampata, ogni blocco di testo che comincia con un a capo si chiama comunemente capoverso, mentre è chiamata paragrafo l'entità di livello superiore, identificata per esempio da un titolo e costituita da uno o più capoversi (questa, tra l'altro, è la nomenclatura che sto usando nel mio libro. Quando scrivo "si veda il paragrafo precedente", non intendo il capoverso precedente, ma tutto il testo che è racchiuso sotto il titolo precedente a quello corrente). Da questo punto di vista, il rilievo che fa Giovanni a Nielsen, se si riferisce come credo ai capoversi nella pagina stampata, o anche a quella che appare a monitor, è corretto.

Diverso è il discorso se parliamo di codice di marcatura. In quel caso è giocoforza identificare i blocchi in base agli elementi con cui sono marcati. Quindi, se l'autore ha separato i capoversi mettendoli ciascuno in un P diverso, avremo tanti elementi paragrafo quanti sono i capoversi. Diverso ancora è il caso, se si usa un programma di videoscrittura come Word. In quel caso, se usiamo l'a capo semplice (solo INVIO), otteniamo una serie di blocchi di testo differenti. Se usiamo invece l'a capo fatto con SHIFT + INVIO, otteniamo un unico blocco di testo, contenente degli a capo, ma non dei rientri della prima riga. Non so francamente se sia corretto chiamare capoversi i micro-blocchi fatti con SHIFT + INVIO e se il blocco genitore sia più corretto chiamarlo capoverso o paragrafo. Tuttavia in un comune libro a stampa questa differenza non c'è e tutti i blocchi che cominciano con un a capo sono anche rientrati nella prima riga e si possono perciò chiamare capoversi senza ambiguità, essendo il paragrafo l'unità di livello superiore.

Ciao,
Michele

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